Mario Perrotta

s/Calvino

s/Calvinoo della libertà

uno spettacolo di Mario Perrotta
con 
Mario Perrotta
produzione Permàr, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

 

Quale libertà
Libertà è una parola che segna con forza la nostra contemporaneità, soprattutto dopo che la pandemia ancora in corso ci ha ricordato drammaticamente il senso delle parole segregazione, isolamento, costrizione, solitudine. Oggi, ognuno di noi vorrebbe essere “libero”. Libero di fare, libero di muoversi, di autodeterminarsi, di abbracciare, di incontrare, di dire la propria sui Social, di esprimere se stesso senza se e senza ma.
Questo desiderio profondo e ancestrale di libertà, però, si scontra – e da sempre – con la libertà dell’altro, di chi mi sta accanto, di chi mi abita di fronte, di chi viaggia sul mio stesso treno, di chi ha idee diverse dalle mie, di chi usa modi diversi dai miei per esporre il suo pensiero.
E allora è il momento di riparlare di libertà, di riflettere su quel passaggio delicato e fondamentale in cui la “mia” libertà diventa la “nostra” libertà, per provare a rintracciare un nuovo significato condiviso che ci riposizioni, tutti, uno accanto all’altro e non più uno di fronte all’altro o, ancor peggio, uno contro l’altro.

 

Calvino in soccorso
Molti sono stati i mesi abitati da queste riflessioni e per ovvie ragioni, ma niente che sembrasse avere a che fare con la possibilità di un progetto teatrale.
Poi, all’improvviso – ed era una notte d’inverno – Calvino.
Corro a cercare la prima opera che trovo delle sue e cado sulla trilogia I nostri antenati; nella prefazione dello stesso Calvino, trovo scritto: “una trilogia sul come realizzarsi esseri umani, tre gradi di approccio alla libertà”. È tutto lì, in quella frase, in quei capolavori letti prima con lo stupore giovanile e poi con il disincanto dell’adulto, è tutto in quell’anelito di libertà cercato tra i rami di un albero, in quella lettura che Calvino stesso fornisce del Barone: “la prima lezione che potremmo trarre dal libro è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella”. E scorrono leggere le letture dei tre romanzi, seguiti dalle Lezioni americane, sorprendenti, oggi più che mai, per la loro capacità di immaginare con largo anticipo ciò di cui avremmo estremo bisogno in questo nostro presente. E ancora, città invisibili e viaggiatori d’inverno…
Da questo lungo ri-percorrere la sua opera ne vorrò trarre, come sempre ho fatto con i classici, un componimento originale per dare corpo e carne e teatro a quegli interrogativi sulla libertà, sull’autodeterminazione, interrogativi che, in modo costante e dominante, attraversano tutti i capolavori di Italo Calvino.
Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare, e fortemente, la mia visione delle cose del mondo.
Mario Perrotta