Mario Perrotta

Sipario

Al Teatro Vittoria due attrici di razza, quali Paola Roscioli e Dalila Cozzolino, hanno dato vita con la vertiginosa regia di Mario Perrotta (affatto neofita del Festival) ad un testo dal sapore pirandelliano titolato Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, per il quale ha curato pure la drammaturgia assieme alla Cozzolino. Solo un tavolo e due […]

Al Teatro Vittoria due attrici di razza, quali Paola Roscioli e Dalila Cozzolino, hanno dato vita con la vertiginosa regia di Mario Perrotta (affatto neofita del Festival) ad un testo dal sapore pirandelliano titolato Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, per il quale ha curato pure la drammaturgia assieme alla Cozzolino. Solo un tavolo e due sedie sulla scena (ormai solo un vezzo visto gli alti costi delle scenografie) pure due microfoni che le due protagoniste tengono in mano, ruotando vorticisticamente a parlare della pazzia di Enrico IV che pazzo non è, fingendo di esserlo per vendicarsi del suo nemico in amore, mettendo a confronto il personaggio con tutti quei milioni di utilizzatori dei social network, lì sempre pronti a creare nuovi profili della propria immagine, perché altrettanti utenti la distorcono facendoli andare via di testa. La pazzia in Pirandello è qualcosa di raffinato, un congegno ad orologeria, in particolare quando parla di cornuti, che li fa sempre uscire di scena vittoriosi, a testa alta, per salvare il pupo che s’annida in loro, come se avessero un quoziente intellettivo superiore. Ne sa qualcosa Leone Gala de Il gioco delle parti, Martino Lori di Tutto per bene, Angelo Baldovino de Il piacere dell’onestà, vincendo la medaglia d’oro il Ciampa de Il berretto a sonagli quando manda in una clinica psichiatrica la moglie del suo principale che s’era permessa di pensare che la propria sposa potesse tradirlo. Certamente nella nostra epoca digitale, i social media amplificano enormemente il gioco dei travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni del proprio io, per cui domani “non” è un altro giorno”, ma un giorno senza tempo e la rete diventa una zona franca in cui sarà possibile essere come il titolo di questo spettacolo, accolto con molti consensi e calorosi applausi del pubblico.