Mario Perrotta

Huffington Post

Riassumere i miei tre giorni a Primavera dei Teatri, il festival dei nuovi linguaggi della scena contemporanea giunto alla sua ventiseiesima edizione e andato in scena a Castrovillari dal 26 al 31 maggio 2026, non è semplice. Ma se dovessi scegliere una parola − o meglio, un verbo − per raccontarli, probabilmente sarebbe porgere. […] […]

Riassumere i miei tre giorni a Primavera dei Teatri, il festival dei nuovi linguaggi della scena contemporanea giunto alla sua ventiseiesima edizione e andato in scena a Castrovillari dal 26 al 31 maggio 2026, non è semplice. Ma se dovessi scegliere una parola − o meglio, un verbo − per raccontarli, probabilmente sarebbe porgere. […] Primavera dei Teatri sembra fare proprio questo, scegliendo di interrogarsi sul ruolo della cultura in un tempo segnato da guerre, polarizzazioni e crisi (personale e collettiva).

In questa prospettiva si inserisce Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop di Mario Perrotta che, con protagoniste le bravissime Paola Roscioli e Dalila Cozzolino, è uno dei lavori più stimolanti visti durante il festival.

Attraverso una continua reiterazione di situazioni e punti di vista, Perrotta riporta al centro una domanda che sembra diventare ogni giorno più attuale: quanto di ciò che crediamo di essere dipende in realtà dallo sguardo degli altri? Lo spettacolo trasforma il gioco pirandelliano dell’identità in una riflessione sulle conferme e le smentite che riceviamo continuamente dal mondo esterno, sulla fragilità delle immagini che costruiamo di noi stessi e sulla loro inevitabile dipendenza dal giudizio altrui.