In palcoscenico Modugno spicca il volo
All’amato papà e allo zio, questo ragazzo con le pezze sul sedere chiede 100 mila lire per andare al Nord a fare l’attore. Ma nell’Italia della ricostruzione è più facile sfondare nella musica, con le canzoni siciliane che vanno molto, e poco importa se lui è pugliese. La voce c’è ed è bella. Inizia così la storia di Domenico Modugno, tra i grandi padri della nostra canzone, e del suo sogno: uno che con dignità, idee, l’amore della moglie Franca e l’affetto dell’amico Franco Migliacci scoprirà “l’inesistente”, qualcosa che prima non c’era, come Nel blu dipinto di blu – Volare, successo mondiale da Sanremo del ’58. Le ricostruzioni sono spesso tristi, ma Nel blu – Avere tra le braccia tanta felicità, coprodotto da Emilia Romagna Teatro, fino al 9 all’Arena del Sole di Bologna, è invece pieno di passione e ardore. Mario Perrotta, attore e regista che di sogni ne ha tanti, in scena sorveglia e dirige la vita di “Mimmo” , intreccia la biografia (l’incontro con Sinatra), i pensieri intimi, le canzoni, e canta Amara terra mia, La donna riccia, Lu pisci spada, Dio come ti amo e Meraviglioso senza sfigurare, accompagnato dal trio con Vanni Crociani, Giuseppe Franchellucci, e Massimo Marches. I giovani che non sanno niente di Modugno scoprono un grande cantautore e un pioniere, gli altri cantano fino alla fine lasciando, come per rispetto, che solo su Volare cada il silenzio, riempito da uno scroscio di applausi.