Modugno, voce dell’Italia del boom
Un viaggio nella nostra cultura popolare all’insegna di tenacia, volontà, sicurezza in sé, ricerca di felicità e di libertà, insegnamenti per ieri, oggi e sempre.
Viaggio appassionante che compie, con bravura e persuasiva semplicità, frutto di una complessità, Mario Perrotta in Nel blu dedicato, come attore autore e regista, a Domenico Modugno, voce del Paese uscito dalla guerra e pronto a entrare nella ricostruzione, nel boom, nella speranza (Franco Parenti, Milano). Uno spettacolo nel quale, con garbo efficace, Perrotta canta e narra, affiancato dai musicisti e arrangiatori Vanni Crociani, Giuseppe Franchellucci e Massimo Marches.
Un’ottima idea vederne le tappe artistiche attraverso le lingue, il salentino, il siciliano e l’italiano, gradini che lo porteranno nel ’58 a sconvolgere «le mamme» e i «vecchi scarponi» del palcoscenico sanremese con «Nel blu dipinto di blu» che scrisse sulla spinta di un autore come Franco Migliacci, a sua volta ispirato da un quadro di Chagall dove nel blu del cielo vagano due amanti. Il salentino delle origini troppo morbido, il più espressivo e pugnace siciliano con i pesci spada innamorati e infine Sanremo. Avrebbe voluto fare l’attore ma è diventato la voce dell’Italia.